lunedì 10 gennaio 2011
Asmodeus
Reyes BloodSworth
[ Si avvia a passo svelto verso il faro. Ha "sentito" la brutta notizia, sentita sulla propria pelle mentre tornava da Istanbul. In effetti non lo vede da allora. L'ultimo ricordo che ha di lui è leggermente confuso.. Ricorda di esserselo trovato improvvisamente in Hotel, di essere andati a caccia assieme.. Ricorda la bruttissima ubr...iacatura, e poi la camera d'albergo.. Lo vede ancora lì seduto sul letto accanto a lei, in un'immagine sfocata, la voce dolce e profonda che le raccontava una fiaba.. La mattina dopo, quando s'era svegliata, non l'aveva più trovato...
Tra le mani ha un piccolo presente, qualcosa che spera gli piacerà, qualcosa per la casa "nuova"... E la colazione, ovviamente. ]
Tom Crowley-Riddle
*è sulla lanterna a far riparazioni, brontolando contro il ban, quando Cletus lo avvisa dell'arrivo della vampira. Scende con un gran sorriso sulle labbra e le va incontro, le braccia aperte per stringerla a sè*
Reyes! Tesoro!
*la abbraccia... ed è un fulmine a ciel sereno che lo attraversa. Maledetta legilimanzia. L'altro. Tornato. Fin troppo. Il sorriso gli si spegne in volto, la lascia, lentamente, mentre una fiammata di gelosia e di rabbia si spande dentro di lui dal centro del suo petto.*
Ah. *mormora* e così è tornato... lui?
*il lampo di legilimanzia fa fatica a spegnersi, mostrandogli immagini che preferirebbe non vedere affatto. L'emozione è talmente tanta che l'anello di onice si infiamma, scottandogli la mano. Se lo porta al petto, stringendo la mano con la destra. Si gira, andando verso la cucina, chiude la mente, cerca di calmarsi.*
Vuoi... vuoi un caffè, cara?
*dice, senza guardarla, respirando profondamente. Non può permettersi emozioni negative, di nessun genere. Non di quella forza.*
Reyes BloodSworth
[ Posa il pacco con presente e colazione su un mobile, cingendolo stretto nel suo abbraccio, che vuole essere caldo e confortante, dopo quello che ha passato stanotte.. Ma lo sente irrigidirsi l'attimo dopo, raffreddarsi.. Per poi fremere ...di collera. Maledetta legilimanzia! Lei non aveva mai imparato l'occlumanzia, e né l'avrebbe usata con lui.. Si è sempre imposta sincerità, e lui meglio di nessun altro conosce i suoi sentimenti, i dilemmi della sua anima. ]
Sì.. E'.. E' tornato.. [quasi balbetta, prima di inspirare e calmarsi. Deve smetterla di giustificarsi di continuo con tutti.]
Me lo sono ritrovata ad Istanbul.. In camera.. [arrossisce, e abbassa gli occhi, stringendo le mani davanti a sé in una ferrea morsa. Espira il fiato tutto d'un botto, e le verrebbe voglia di ripararsi con le mani, perché quegli occhi blu ora sembrano più pericolosi della sua bacchetta.. Finché non si volta, dicendo qualcosa sul prendere un caffè.. ]
Un caffè..? Oh, sì, certo.. Io... Avevo portato dolci e croissant, invero..
Tom Crowley-Riddle
*si avvia verso la cucina, stringendosi il braccio al petto, il respiro sempre più affannoso, mentre la rabbia si fa strada nel suo petto divorandolo.... fiammate dolorose partono dall'anello e salgono per il braccio, fino al torace, e pia...n piano si allargano a tutto il corpo. Cammina a fatica, senza badare se lei lo segua o meno, cerca di scuotersi, arriva in cucina e si appoggia al tavolo, respirando a fatica. La furia lo invade, per le immagini che gli attraversano la mente. La donna che ama, tra le braccia di un genere individuo che ha sempre disprezzato, un ibrido, semiumano, un licantropo, che era per di più uno dei suoi mercenari. A poche ore di distanza dalla sua partenza, per di più. Un gemito di dolore, non sa se fisico o emotivo gli sfugge dalle labbra. Sente i passi di lei dietro di se, e si gira a guardarla, carico di odio. Non sa che i suoi occhi sono diventati neri, completamente, inclusa la cornea, non si è reso conto ancora che la pelle del suo viso e delle sue braccia si muove come se sotto ci fosse qualcosa che cerca di uscire, non vede che sta assumendo un colorito grigiastro. Sente solo la gelosia e la rabbia, a sentirsi per l'ennesima volta rifiutato da lei.*
Non eri troppo sbronza per lui, eh? *ringhia, con una voce che non è più la sua, bassa, roca, gutturale, inumana.* Basta che lui schiocchi le dita, per farti trovare a gambe aperte, vero? La regina dei vampiri è la puttana dell'ultimo dei lycan.... *il suo corpo sembra gonfiarsi e sgonfiarsi, mentre parla, le sue mani si deformano e si allungano, mentre artigli spuntano al posto delle unghie ed il suo viso si altera. Si gira, alza una mano e con un gesto solo la scaraventa contro il muro. Cletus alle sue spalle assiste atterrito, lo chiama «Tom...» con voce flebile, ed il mago si gira a guardarlo, ringhiando. Torna a guardare la donna, sempre ansimando, e per una frazione di secondo i suoi occhi tornano blu, la sua espressione muta, facendosi spaventata. Si porta la mano al petto e con la sua solita voce grida alla donna*
Vattene! Scappa!
*poi il demone dell'anello riprende possesso di lui, usando la rabbia e la paura. Grida, un urlo possente e straziato, mentre ricomincia a trasformarsi*
Reyes BloodSworth
[Lo segue a testa bassa, in mano i pacchi che ha portato.. Forse ha sbagliato ad andare da lui così presto.. o forse no. Perché deve nascondersi? Perché deve tenergli nascosto quello che prova? Lui sa che non lo ama, lui sa che possono ess...ere solo amici.. Non è colpa sua se lei non riesce a provare per lui ciò che prova per il lycan. Sospira.. E una volta in cucina uno strano brivido le percorre la schiena, sente distintamente i peli rizzarsi sulle braccia.. La luce della stanza viene d'un tratto come risucchiata dall'anello che l'uomo porta alla mano, la stessa mano che ora si appoggia sul tavolo in cerca d'appoggio, mentre le spalle dell'uomo si piegano, come sotto un peso insopportabile, ansando. Preoccupata, si accosta a lui, allungando le dita per posargliele su di un braccio, ma quando lui si volta, la ritrae immediatamente come se si fosse scottata. I suoi occhi, i suoi magnifici occhi blu, completamente inghiottiti dal nero della pupilla.. Completamente inumani..]
"La regina dei vampiri è la puttana dell'ultimo dei lican!"
..E in un attimo si trova scaraventata contro il muro. Batte violentemente la testa e una spalla, ferendosi contro una mensola, macchiando la parete di sangue.. Ma la cosa che fa più male è il sottofondo di verità di quelle parole, che le penetra nel cervello come frecce brucianti, facendole colmare gli occhi di bollenti lacrime di frustrazione, umiliazione, rabbia, contro lui e soprattutto contro se stessa.]
Tom... [il suo sussurro fa eco a quello del povero Cletus, i cui grandi occhi a palla brillano, vitrei di terrore. Non è lui.. Non può ESSERE lui.. I suoi occhi, il suo colorito.. Somiglia sempre più al vecchio Lord Voldemort.
Le sembra che il momento di pazzia sia passato, per un attimo gli occhi gli ritornano del suo colore originario, ma solo per il tempo necessario a dirle di andare via. Si alza a fatica, aiutandosi con mani e ginocchia, mentre sangue le cola dal braccio e dagli occhi. Fa il giro del tavolo per andarsi a mettere dinanzi a Cletus, urlando contro l'uomo che ha davanti, sperando che le sue urla riescano a superare il demone che lo possiede, e giungano sino alla coscienza dell'uomo.]
No! Non me ne vado! Questo non sei tu! Ribellati al demone che ti possiede! Combattilo!
Tom Crowley-Riddle
*il corpo del mago si trasforma ancora... torna ad assomigliare al vecchio Voldemort, per un attimo, senza naso, bluastro, gli occhi rossi... poi si trasforma ulteriormente, in qualcosa di ancora più terrificante. È alto oltre due metri, h...a strappato la camicia che indossava, mostrando spalle e braccia nere e muscolose, coperte di scaglie, dalle spalle si alzano escrescenze cornee, e sul petto ci sono enormi scaglie. La pelle diventa nera e squamosa, gli occhi diventano neri totalmente e la voce che grida il suo dolore è roca, arcana, aliena. Guarda con ferocia la donna ed il piccolo elfo, ringhiando, il volto deformato, allungato, la bocca piena di zanne spalancata e ghignante.*
Quello che tu chiamavi TOm è morto, donna.... *pronuncia la voce innaturale del demone. Ma quando termina di pronunciarlo comincia a tremare, a scuotersi, ed il corpo si deforma ancora... urla terribili eccheggiano nella cucina, ed il corpo del demone ricomincia a deformarsi, mentre dal suo petto sembra uscire una seconda figura antropomorfa. Le due forme sembrano combattere, scuotendosi, quattro mani si artigliano su un solo petto, due teste urlano con due voci, poi il corpo torna ad essere uno solo, e gli occhi blu di Tom guardano la coppia atterrita davanti a lui*
Fuggite, stolti! Non posso contr... *il mago ricomincia ad urlare, mentre il demone gli riesplode nel corpo. Un'ondata di energia si espande dal suo corpo che si contorce negli spasmi del dolore, e spalanca il tetto sopra di sè con un lampo accecante di energia*
Reyes BloodSworth
[Assiste alla sua trasformazione, atterrita, colpevole. Non può nulla ora contro di lui, ma sa che Tom non è morto lì dentro.. In quell'ammasso di nere scaglie.. E' vivo, i suoi occhi lo vedono combattere.. La sua voce, seppur proveniente ...come da un antro lontano, si fa di nuovo viva, suggerendole ancora una volta di andar via. Si volta verso Cletus che, come paralizzato, non riesce a staccare gli occhi dal demone. Sì, dal demone, perchè quello non è più Tom.]
Cletus.. Cletus.. [Lo scuote forte, fino a che gli occhi del piccolo elfo non ruotano lentamente fino a tuffarsi nei suoi.]
Devi smaterializzarci al mio Castello, dobbiamo andar via da qui.. Lì ho tutto il necessario, e le conoscenze necessarie, per tornare a salvare il tuo padrone.. Ma dobbiamo andare.. ORA!
Tom Crowley-Riddle
*il piccolo elfo è aggrappato al corpo della vampira, piangente, terrorizzato. Guarda il suo padrone trasformarsi e grida, incapace di connettere. Quando la vampira lo scuote, si gira a guardarla, e finalmente capisce. Il lampo che squarci...a il tetto, emesso dal demone contribuisce a scuoterlo. Si stringe alla donna ed in un lampo materializza entrambi al castello di lei..... mentre il mago/demone, in preda alla furia, devasta la casa, bruciandola, e poi si alza in volo, spargendo fuoco e terrore sull'intera isola, prima di volare verso il continente, ghignando follemente*
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