Michelle Martin
...*La pazienza la stava abbandonando. La ricerca del tomo le aveva fatto impiegare giorni e giorni di telefonate a personale non consono, attese interminabili con musichette acute e tendenzialemente snervanti. Nulla. Un lunedì sprecato come altri ancora. Continuare ad inviare e-mail era ormai inutile le risposte sembrava...no scritte con lo sterile "copia-incolla". Non le rimaneva altro da fare che iniziare a girare da sè in piccole librerie, in mercatini dell'usato e a chiedere a privati. Un elenco che contava 7 indirizzi l'aveva portata a fermarsi in ambienti apparentemente dimenticati dagli uomini, librerie non frequentatissime ma di raro fascino. La richiesta della donna non era certo delle più frequenti. Col cuore gonfio di speranza depennò il sesto indirizzo, or davanti alla sua ultima fonte di desiderio. Al vetro dal legno incorniciato bussò.*
Tom Orvoloson-Riddle
*stava spolverando per l'ennesima volta lo scaffale dei libri horror, che aveva la spiacevole tendenza a impolverarsi più del solito, forse a causa della prossimità con la porta, borbottando perchè Cletus, il suo elfo domestico si rifiutav...a categoricamente di aiutarlo in negozio, sostenendo che non fosse di sua competenza ed il mago per l'ennesima volta ragionò sulla sfortuna di esser "proprietario" di uno dei pochi elfi domestici liberi e non asserviti al mondo, quando udì bussare alla porta. Scese frettolosamente dalla scala, nascose lo spolverino dietro al bancone ed andò ad aprire, per trovarsi di fronte una ragazza, dall'aria evidentemente preoccupata, con in mano un foglietto spiegazzato. Sorrise, professionale, scostandosi dalla porta per farla entrare*
Buon giorno... posso aiutarla?
Michelle Martin
* Il tempo d'attesa le fece immaginare il declinio della sua "missione". Già nel baratro della mestizia stava calando quando la maniglia d'ottone si piegò sotto una presa certa. Gli occhi chini per la disdetta s'alzarono a rimirar in viso ...l'uomo. La cordialità dei modi e l'aspetto impeccabile del luogo le fecero aumentare l'ardore nella speranza di riuscita della sua ricerca. Velocemente gli occhi cerulei corsero ad ispezionare il luogo mentre la mano andava a riporre nella tasca dei Jeans il foglietto che l'aveva giudata sin lì.* Bonjour à vous.*rapita dall'odore d'antico che lì si respirava non notò neppure la sua naturale tendenza a ricorrere alla sua lingua madre. Forse notando lo sguardo perplesso dell'uomo tornò a parlar la lingua corrente* Spero proprio di si, in realtà*un sorriso regalò allo sconosciuto proprietario del negozio.* Son alla ricerca di diversi tomi, per iniziare necessito di una delle prime stampe de "Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri" Insomma"Vite" Del Vasari, ma avrei bisogno dell'edizione del 1550 e non quella successiva del '68..
Tom Orvoloson-Riddle
*il mago aggrotta la fronte, pensieroso, non aveva molti libri non magici, in negozio, ma le "Vite" del Vasari era un classico, molto prezioso*
dovrei controllare... *sorrise alla ragazza, che spalancava gli occhi nella speranza di trovare ...qualcosa che evidentemente cercava da parecchio e con poco successo.* non sono sicuro, se mi vuole seguire nel settore adatto possiamo guardare insieme. Sono quasi sicuro di avere quella del '68, ma sono in dubbio su quella del '50.
*la condusse in un settore piuttosto riparato della libreria, più ampia all'interno di quanto apparisse da fuori grazie alle arti magiche con cui era stata costruita e cominciò a scorrere i titoli, estraendo tre tomi, che posò su un tavolo* vediamo... *disse, aprendo con cautela gli antichi volumi*
Michelle Martin
*Ad ogni passo gli occhi sui volumi posava, catturata dalla pelle rovinata di quelle copertine preziose, dal loro odore di vissuto, dal loro esser impreziositi dalle mani che avevano loro toccato rendendoli ancor più ricchi, non più solo d...el significato che portavano ma ora anche degli spasimi dai lettori provati, gli ardori che a loro avevano indotto, le lacrime, i sorrisi, le ansie suscitate. Se Michelle mai fosse potuta rinascere sarebbe voluta essere un libro. Un oggetto come pochi che di magia era ebbro, apparentemente così immune e tacito da celare il suo vero ed infinito potere. Sospirò profondamente mentre celava a lui quel fitto gomitolo di pensieri mentre il suo cuore andava gonfiarsi all'idea che la sua seconda richiesta quell'uomo avrebbe potuto appagare. Una ricerca quasi cieca. * Vedete, quello del '50 manca di alcune parti ma tratta anche alcuni autori in maniera differente, si tratta di un aiuto per una mia studentessa...*volse lo sguardo a fissare i tre grandi volumi su cui era lui chino*
Tom Orvoloson-Riddle
*scorse con attenzione i frontespizi dei tomi, finchè non trovò quello che cercava, le date di stampa... era quello in peggiori condizioni, purtroppo, ma era del '50*
Eccolo signorina... temo sia in parte danneggiato, è stato portato qua ne...gli States nel sedicesimo secolo, ma è completo, a parte delle bruciature in quarta copertina... *le porse il libro* faccia solo attenzione, le pagine iniziali sono alquanto fragili.
Una vostra studentessa? Insegnate arte? *chiese, incuriosito*
Michelle Martin
*Le mani tese a raccogliere il tomo come fosse il più prezioso e fragile degli esseri.Come ad un bambino accarezzò il suo viso, disfatto che era la copertina e con premura lo aprì in una parte del tutto casuale. Le pagine dal tempo ingiall...ite non potevano che dare al libro un aspetto spettrale e totalmente affascinante* Mon Dieu! A fatica riesco a credere di averlo trovato!*alzò gli occhi verso il librario, radiosa, per poi tornare al libro* Si, Ho la cattedra di storia dell'arte e storia e tecniche del restauro. Ma al momento sono ancora in periodo di ricerca, ricomincerò a breve*tornò a fissarlo sorridendogli pacatamente, decisa a tendergli la mano* Sono Michelle Martin, è un piacere e...non so come ringraziarvi!
Tom Orvoloson-Riddle
*il mago apprezzò la cautela con cui la donna maneggiava l'antico volume, e non si stupì di sentirle dire che insegnava tecniche di restauro, vista la delicatezza ed il rispetto con cui trattava il libro. Annuì, sorridendo, e prima di darl...e la mano schermò la propria mente, per evitare di trasmetterle accidentalmente barlumi della propria natura magica* piacere di conoscervi, Miss Martin.. sono Tom Riddle... E non mi dovete ringraziare, è il mio mestiere... è curioso che abbiate trovato la mia libreria, non siamo specializzati in libri d'arte... la mia specializzazione è diciamo più alternativa.. ma se c'è qualche altro libro che vi posso trovare, non esiti a chiedermelo. Se non è in mio possesso posso trovarvelo e difficilmente non trovo quello che cerco! *sorrise*
Michelle Martin
*La mano gli strinse con sicurezza, sorridendo alla sua gentilezza. Non poteva ancora credere d'aver tra le mani quel volume. Lo richiuse con accuratezza tornando a portare le sue premure alla sua copertina.*Piacere mio, monsieur Riddle..*...nell'udire quelle sue parole di mistero intrise venne come in una tempesta catturata dalla foga della curiosità* se posso domandarvi, solitamente che genere vendete di solito? *Con gli occhi color del cielo lo fissò pronta a trapassarlo con il suo sguardo desiderosa di conoscere ciò che le stava omettendo.* Ditemi, non lasciatemi in preda ai dubbi, stanotte non ci dormirei altrimenti..
Tom Orvoloson-Riddle
*sorrise, ammirando l'intelletto vivace e curioso che quegli occhi chiari dimostravano, inchiodati su di lui a indagarlo*
siamo specializzati in libri di natura esoterica... *cominciò a spiegare* tomi scritti in tutti i secoli da uomini al...la ricerca della natura nascosta delle cose, del segreto celato oltre il velo della realtà tangibile, pieni di misteri e di.... possibilità.
*si girò verso il negozio, indicando con una mano gli alti scaffali, da cui parevano arrivare bisbigli, come se i libri stessi potessero sussurrare i segreti che contenevano alle orecchie più attente*
questi libri non sono solo antichi, sono anche estremamente rari.... grimori di incredibile potenza, testi di cabala e di mitologia, libri sul linguaggio degli angeli e degli dei... e dei demoni, talora.
*sorrise, perdendosi ad ammirare la collezione che non mancava mai di affascinarlo, malgrado la studiasse e ne praticasse le conoscenze da infiniti anni*
teniamo libri antichi di tutti i generi, come ha visto, ma questo è il settore di cui ci occupiamo di preferenza.
Michelle Martin
*Gli occhi a quelle parole spalancò seguendo i di lui movimenti, rapita dalla verve con cui tutto esprimeva, dalla luce che i suoi occhi emanavano nel suo parlare. All'inizio solo la sete del ssapere sentiva appagata e ciò radiosa la rese,... ma il brusio che dai libri giunse, il suo tono che per l'enfasi smebrava salire, lasciò che la sua pelle fosse attraversata da un brivido freddo* Esoterici fino a che punto?*il terrore momentano fu spazzato via da una nuova prerogativa. Se ciò che l'uomo diceva fosse stato vero, forse lei avrebbe potuto trovare le sue risposte attraverso loro.Sorrise alla sua capacità d'ancorarsi ad ogni appiglio, desiderosa di smettere di impressionarsi. Tornò pacata* Beh tematiche molto interessanti, l'esoterismo nell'arte è sempre presente così come la mitologia. E la potenza delle parole è sempre molto forte, specie se in libri così fantasiosi*sorrise*
Tom Orvoloson-Riddle
*sorrise, tornando a fissare gli occhi blu e magnetici sulla donna... una strana luce, più intensa si era accesa nel suo sguardo*
Esoterici.... fino al punto in cui si osa giungere, miss Martin. Oltre non è mai savio andare, ma dove si tro...va tale punto, dipende sempre da quanto vogliamo esplorare. E mi creda... ben poco di fantasioso è celato in questi libri, per chi li sa leggere. Ma come dite voi, talvolta il mito ed il simbolo sono tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
*sorrise, ambiguo, incrociando le braccia ed appoggiandosi al bancone*
Posso aiutarvi ancora? Come vedete, la mia libreria è assai fornita...
Michelle Martin
*Una sciocca s'era inizialmente sentita per aver dato adito alla possibilità che l'incanto potesse in qualche strano modo accadere, ora le sue parole, quei silenzi ricchi di suspence la lasciavano vacillante dinnanzi a quell'universo di po...ssibilità che dinnanzi a lei s'apriva. Una bambina or si sentiva o più propriamente le mani le tremavano. Come Pandora si sentiva, una sensazione così vicina a quella che l'aveva dovuta cogliere prima di scoperchiare il vaso tanto famoso. Perchè domandare all'uomo quello che aveva tutto il potere e la forza di un ricordo se lui poteva forse offrirgli la possibilità di un avvenire? Tacque a causa del vorticare furioso dei suoi pensieri. Dovette inumidir le labbra per riprendere a interloquire con lui* Aiutarmi? Certo forse voi potreste..*ora lasciarsi andare ad una sciocca speranza probabilmente rendendosi dinnanzi a lui ridicola o domandare quel che le premeva da mesi?* Ricerco una, non vecchissima edizione di cime tempestose. *la via della normalità scelse, decidendo di procedere per gradi. *Usata, nella pagina antecedente al titolo sono riportati due nomi trascritti con la stilografica.*respirò profondamente sperando che l'uomo non cogliesse la fragilità che ora colpiva il suo ego* In nero dovrebbe esser scritto *le labbra le tremarono impercettibilmente prima di continuare* Guillame & Michelle 7/7/7...
Tom Orvoloson-Riddle
*il mago si accigliò, la richiesta era precisa ed assai inusuale.*
E' un libro in particolare che voi chiedete... uno evidentemente reso prezioso da altro che non la sua antichità o rarità.
*la osservò attentamente in viso, gli occhi trasp...arenti che sembravano dilatarsi per l'attesa e l'ansia, ed un velo di dolore che si emanava dal volto della donna, come una nota dissonante in una melodia.*
Non ho tale libro, ora... lo saprei, rammento tutte le copie di Cime Tempestose in mio possesso, attualmente e nessuna reca la scritta che voi dite. Ma potrei essere in gradi di trovarlo. Vi apparteneva? *chiese*
Se era vostro, con una ciocca dei vostri capelli potrei essere in grado di localizzarlo e farvelo avere, se ancora esiste....
Michelle Martin
*Il capo inclinò al suo dolore. Il suo nome. Non lo pronunciava da così tanto che sentì le labbra bruciare nel comporlo. Era l'ultima sua spiaggia e come il resto andava sgretolarsi in granelli di sfinimento.*Si mi apparteneva*ammise col t...ono di chi si sente colpevole di un reato ben più grave dei punibili* Una luce ancora la rendeva viva nel suo sperare e questa luce era data dalla insolita richiesta che l'uomo le aveva posto.*Una mia ciocca?*istintivamente una mano andò a salire ad accarezzare i ricci morbidi e chiari.*A cosa vi serve mai?*sorrise lieta di cambiar discorso per un sol attmo, alleggerendola* forse avete letto troppi dei libri di cui la vostra libreria si fa vanto* Forse dovrei essere invece più precisa nel darvi la casa editrice e l'anno di pubblicazione*mentre questo diceva nella sua borsa di pelle color cobalto già ricercava un foglio*
Tom Orvoloson-Riddle
*il mago sorrise, di fronte all'incredulità della donna*
non servono editrice e anno, per trovare un libro in particolare, Miss Martin... occorre qualcosa che ci conduca ad esso, una traccia.
Non sono fantasie, quelle che raccontano i miei... libri. Se un oggetto che abbiamo posseduto è stato caricato di emozione, esso resta in qualche modo legato a noi da tale emozione, come se un filo invisibile potesse mantenerlo in contatto con noi. Una ciocca dei vostri capelli, persino un solo capello sarebbe un "testimone" eccellente per rintracciare questo legame tra voi ed il libro e trovarlo. Osservate... *il mago fece un gesto ampio della mano, verso la parte del negozio legata all'antiquariato, traboccante di oggetti antichi* molti di essi sono appartenuti a persone che li hanno amati, ed essi ne recano ancora la memoria. Possono essere usati per risalire ai luoghi ove i proprietari di questi oggetti vissero, e persino dove furono sepolti, viceversa, un vostro capello può condurci al libro che cercate, molto più facilmente e rapidamente di mille inutili ricerche per mercatini e librerie dell'usato.
Michelle Martin
* un sorriso nervoso le segnò il viso. Che si stesse burlando di lei?* Monsieur, ma che dite? Credete davvero nella magia?*le sopracciglia aggrottò non riuscendo a decifrare il suo pensiero. Era quieto, perfetto nella sua tranquillità. Arr...ivò a pensare che fosse un attore, troppo naturale nel parlare, forse pomposo, probabilmente era una scena che sempre riproponeva ai suoi clienti... Non sapendo cosa pensare ne dire rimase a guardarlo, non voleva certo offendere o risultar poco rispettoso con colui che tanto gentile s'era dimostrato.* Perdonatemi, forse sono io che non vi seguo...avete un qualche macchinario che vi aiuterà in questo?
Tom Orvoloson-Riddle
*sorrise, divertito dallo scetticismo della donna, che evidentemente non aveva idea del posto in cui era finita... chissà come una non magica era riuscita a trovare una delle librerie più magiche del pianeta e non lo aveva ancora capito. S...olitamente non avrebbe svelato facilmente la propria natura magica, ma questo caso lo incuriosiva*
Non credo alla magia, Miss Martin... la pratico, è diverso.
*alzò una mano, e fece levitare i volumi del Vasari che aveva preso cercando quello che interessava la studiosa e li rimandò a posto sullo scaffale, senza toccarli. Si disse che ora i casi erano due, o fuggiva terrorizzata, o gli spiegava meglio che cosa stava cercando, e tornò a guardare la donna sorridendo*
Michelle Martin
*la razionalità era stata spesso vinta dal suo istinto,nel suo istinto la passione faceva da padrona. La passione governava il suo lavoro, senza di essa l'arte non avrebbe avuto senso, non sarebbe stata che lo studio di un oggetto, niente... di più e nulla di meno. Ora l'istinto non sapeva cosa suggerirle, cosa fare, la sua razionalità gettata a mare con l'ultimo gesto dell'uomo l'aveva lasciata a bocca aperta. Il libro che prima era così tangibile, tra le sue mani ora sembrava rispondere a qualcosa che non sapeva chiamare altro che con il nome che lui aveva usato. Magia.
Gli occhi spalancò a quella visione, impressionata, sbigottita,forse spaventata* Je suis sans mots*ammise, non percependo neppure che le sue parole in francese s'erano andate a formulare. Gli occhi fissi sul libro ora si specchiavano negli occhi di mare del libraio... o avrebbe dovuto dire mago?* Non è un trucco vvero? Non state scherzando come io credo..?*cosa credeva ora non poteva neppure saperlo lei stessa. Magia. La parola ancora nella sua testa si ripeteva in profonde eco. Che fosse la sua soluziione? la sua via di scampo. Con lo sguardo di chi coglie un raggio di sole nel pieno di una tempesta, lo fissò* Voi...*prese fiato dimenticandosi del tutto della ciocca di capelli, del libro.* potete mettermi in contatto con un morto?
Tom Orvoloson-Riddle
Non è uno scherzo... *rispose, per poi accigliarsi a sentire la richiesta* In contatto con un morto? *ripetè, passandosi una mano sulla bocca, prendendo tempo, prima di formulare la risposta che già conosceva perfettamente.* Non è cosa da p...oco quella che mi chiedete, Miss Martin... E' possibile, naturalmente, ma solo a certe condizioni.
*si fermò a guardarla. Decise di sondare delicatamente la sua mente, per comprendere le ragioni profonde di tale richiesta e lesse nella sua mente dolore per una perdita importantissima, un marito giovane ed infinitamente amato... si ritrasse, per non depredarla della sua intimità, ed annuì, grave* Deve essere il morto a voler comunicare... vi è una soglia, un limite, tra il mondo dei vivi e quello dei morti, che la magia non oltrepassa, se dall'altra parte non viene fatto un invito, una sorta di richiamo. Si può provare, ma oltre ad essere una pratica estremamente tenebrosa, può essere molto pericolosa. E' come chiamare qualcuno in una stanza buia e molto affollata, potrebbe non esser colui che cerchiamo a rispondere... e non è mai saggio disturbare coloro che riposano, se non sono loro a voler comunicare con noi. *concluse, guardando la donna. Era turbata oltre ogni dire e forse il caso che l'aveva condotta da lui lo aveva fatto per una ragione ben precisa... Non era la scoperta della magia a turbarla, ma il bisogno esteso e visibile di trovar pace, ma questo, nessuna magia potrebbe farlo.*
Michelle Martin
*"Un morto" come potevano così parlare di Guillame? Era morto? Alle volte Michelle non ne era certa. Specie quando la mattina si svegliava nel letto, una parte vuota e fredda non le ricordava immediatamente la sua assenza ma le portava all...a mente la possibilità che come sempre si fosse svegliato prima e che, colpito da qualche illuminazione, s'era andato a chiudere nel suo laboratorio a rincorrere i suoi esperimenti. In quelle situazioni le sarebbe bastato richiudere gli occhi, lasciare a Morfeo la cura di ricondurla nel suo regno per poi essere svegliata dopo neanche mezz'ora dal caffè che lui le portava al letto. Un gesto semplice poi un bacio. Così iniziavano le loro giornate. Ora anche se trovando il letto vuoto si rimetteva a dormire lui non sarebbe andato a svegliarla, neppure se rimaneva non mezz'ora ma un'ora, due, tutto il giorno. Poteva essere morto? Il suo respiro, i suoi occhi si fecero vitrei, persi in una spira di ricordi mai abbastanza lontani. Avrebbe voluto gridare, gettare a terra tutti i preziosissimi volumi lì contenuti. Urlare a squarcia gola che Giullame non era morto. Guillame non l'aveva abbandonata. Guillame non si era suicidato. L'amava.
Un brivido l'attraversò destandola dal tumulto del suo cuore.* Ma per provare, per scoprire se questa persona vuole comunicare bisogna provare, no?*azzardò l'ipotesi. La speranza era la sol cosa che le rimaneva. Stringeva nelle mani il nulla, l'aria.* Oppure deve manifestarsi in qualche altro modo? *chinò il capo mentre in maniera automatica la mano destra prendeva a stuzzicare il ciondolo della collana. Altro non era che la sua fede.*Cosa posso fare?*tacque per poi rimirarlo direttamente, negli occhi.*Sono disposta a sacrificare qualsiasi cosa.
Tom Orvoloson-Riddle
*ascoltò le parole della donna, guardandola con infinita compassione... non era mai stato troppo avvezzo ai sentimenti, e solo da poco aveva compreso la reale forza dell'amore, proprio attraverso la sofferenza dell'abbandono... avrebbe vol...uto aiutarla, ma si rese conto che non era possibile.*
vedete, miss Martin... *cominciò con cautela* se colui che cercate avesse voluto mettersi in contatto con voi, ve ne sareste già accorta. Si sarebbe manifestato, in qualche modo. Se fino ad ora non lo ha fatto, la cosa più saggia è lasciarlo andare. Forse... desidera solo il riposo. E non sarebbe giusto, se lo avete amato, andare a disturbarlo. Per quanto grande possa essere il dolore per la morte dei nostri cari... a volte la sola cosa che possiamo fare è lasciarli andare, non obbligarli a restare indietro, vincolandoli al nostro rimpianto.
*la guardò ancora, imbarazzato. Distolse lo sguardo, non sopportando oltre il dolore che quel volto, quelle mani strette attorno alla collana manifestavano*
Michelle Martin
*Le parole del libraio come acqua gelida andarono a gettarsi a coprire le fiamme che le bruciavano, il petto, l'anima. Forse aveva bisogno di sentirle. Non avrebbe potuto far nulla. Non ora. Doveva risolvere da se. Sorrise mestamente a que...lle parole di così tanta verità cariche. Strinse la mascella, impedendo alle lacrime d'inondarle il viso, di renderle gli occhi cerulei ancor più trasparenti.Smorzato il desio ed il bisogno del pianto tentò ancora di sorridergli.*Vi ringrazio...*tacque non conoscendo il nome di quell'uomo. Ora debbo andare*gli angoli della bocca s'alzarono appena in uno sguardo imbarazzato.* Mi attende una lezione di storia del restauro in una università a me del tutto nuova.*ancora sorrise prima d'armarsi della sua copia de "le vite" e tornar a far scorrere il vento autunnale sul suo viso*
Tom Orvoloson-Riddle
*la guardò, rattristato. Le mise in mano il proprio biglietto da visita, recante il nome e l'indirizzo della libreria, con tanto di contatto telefonico, e la salutò, prima di vederla uscire*
Sono spiacente... ma se avrete ancora bisogno, l...a porta della libreria è sempre aperta per voi, Miss Martin. Per qualunque cosa.
*sospirò, dopo averla vista uscire e tornò ai libri, cercando in essi un pò di sollievo dalla sensazione di tristezza che la storia di quella fanciulla gli aveva lasciato*